sono altrove
ho fatto tardi anche stavolta
mercoledì 2 giugno 2010
intanto, in guatemala
La terra inghiotte.
berlusconi interviene in diretta a ballarò, come al solito
aggiornamento: ecco perchè ha torto.
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E come al solito, da vero liberale, non concede di replicare.
Per chi se ne fosse scordato, ecco i precedenti:
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E come al solito, da vero liberale, non concede di replicare.
Per chi se ne fosse scordato, ecco i precedenti:
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martedì 1 giugno 2010
freedom flotilla, cosa torna e cosa no
I tristi fatti della Freedom Flotilla sono ancora un po confusi. Da una parte c'è chi dice che hanno iniziato i civili ad attaccare i militari, dall'altra che si è trattato di un attacco immotivato contro "civili inermi", poi ancora che in realtà non si tratta di civili ma di personaggi vicini ad Hamas. Non considero neanche la prima pagina del Giornale di oggi.
Prima di tutto la nave, checchè se ne dica, si trovava in acque internazionali, a 120 km dalla costa e non 12 come sostenuto inizialmente, per cui un attacco militare risulta ancora più immotivato di quello che già appare. E non sono state trovate armi che potessero collegare ad attività terroristiche, a parte qualche fionda, che chiaramente non può giustificare reazioni con arma da fuoco.
La questione attorno alla quale la vicenda diventa controversa e a cui sperano di appigliarsi coloro che cercano di difendere la posizione di Israele, è che quella in realtà non fosse la "nave buona", piena di pacifisti e aiuti umanitari.
L'ipotesi è quella di una trappola, posizione difesa soprattutto tra i quotidiani israeliani, a cui l'esercito ha abboccato in pieno. Ora, a parte che sono scettico sul fatto che su quella nave fossero così pronti a morire per la causa, la lista dei presenti a bordo è in effetti interessante e se non una trappola può certamente definirsi una provocazione, che ribadisco non può giustificare una reazione del genere. Tuttavia risulta d'altra parte difficile anche accettare la versione che abbiano semplicemente fatto una cazzata senza senso.
Le prospettive comunque sono tutt'altro che rosee: delle 682 persone da 42 paesi che si trovavano a bordo delle sei navi attaccate, circa 600 sono state arrestate, perchè rifiutatesi di essere rimpatriate. E il governo, nonostante le pressioni internazionali, manterrà la linea dura.
La situazione si fa sempre più tesa in Medio Oriente. Da una parte si acuisce ancora di più il sentimento anti-israeliano, anche cadendo nella trappola mediatica, mentre dall'altra si preannunciano scontri sempre più aspri, in un momento in cui Israele è sempre più solo e gli Stati che lo circondano ancora più determinati a contrastarne la politica.
Prima di tutto la nave, checchè se ne dica, si trovava in acque internazionali, a 120 km dalla costa e non 12 come sostenuto inizialmente, per cui un attacco militare risulta ancora più immotivato di quello che già appare. E non sono state trovate armi che potessero collegare ad attività terroristiche, a parte qualche fionda, che chiaramente non può giustificare reazioni con arma da fuoco.
La questione attorno alla quale la vicenda diventa controversa e a cui sperano di appigliarsi coloro che cercano di difendere la posizione di Israele, è che quella in realtà non fosse la "nave buona", piena di pacifisti e aiuti umanitari.
L'ipotesi è quella di una trappola, posizione difesa soprattutto tra i quotidiani israeliani, a cui l'esercito ha abboccato in pieno. Ora, a parte che sono scettico sul fatto che su quella nave fossero così pronti a morire per la causa, la lista dei presenti a bordo è in effetti interessante e se non una trappola può certamente definirsi una provocazione, che ribadisco non può giustificare una reazione del genere. Tuttavia risulta d'altra parte difficile anche accettare la versione che abbiano semplicemente fatto una cazzata senza senso.
Il convoglio della “Freedom Flotilla” non imbarcava uomini di Hamas, ma attivisti da 40 Paesi del mondo. A bordo c’erano circa 700 persone, fra cui 350 cittadini turchi, 35 politici arabi ed europei, 5 parlamentari da Irlanda, Svezia, Norvegia e Bulgaria, attivisti e giornalisti europei (di cui 6 italiani), il leader del Movimento Islamico Israeliano, Raed Salah e un membro della Knesset, il deputato arabo-israeliano Hanin Zuabi. Questi passeggeri erano molto più che uno “scudo umano”: erano vere e proprie mine diplomatiche.Prendendo per veri questi dati, quindi, si può comprendere, non certo giustificare, il fatto che Israele fosse in stato di allerta. Sulla nave invece sembra che la tattica sia stata quella di attirare il nemico, consapevoli che il minimo passo falso di quest'ultimo avrebbe generato una risonanza mediatica mondiale, come poi è avvenuto. Un'ipotesi potrebbe essere un possibile coinvolgimento della Turchia, dato che Erdogan sta rilasciando dichiarazioni di fuoco e potrebbe valutare di intraprendere un'azione militare contro Israele.
Le prospettive comunque sono tutt'altro che rosee: delle 682 persone da 42 paesi che si trovavano a bordo delle sei navi attaccate, circa 600 sono state arrestate, perchè rifiutatesi di essere rimpatriate. E il governo, nonostante le pressioni internazionali, manterrà la linea dura.
La situazione si fa sempre più tesa in Medio Oriente. Da una parte si acuisce ancora di più il sentimento anti-israeliano, anche cadendo nella trappola mediatica, mentre dall'altra si preannunciano scontri sempre più aspri, in un momento in cui Israele è sempre più solo e gli Stati che lo circondano ancora più determinati a contrastarne la politica.
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se vogliamo arricchire la chiesa, bisogna eliminare gli enti inutili
C'è la crisi. Di fronte a rassicurazioni durate settimane se non mesi il Presidente del Consiglio ha nascosto di fatto la verità: che la crisi c'era e c'è tuttora, e non c'è mai stato un momento in cui "il peggio è stato superato". Smascherato, non ha avuto neppure la faccia di dire agli italiani che saranno tempi duri e di sacrifici altrettanto duri, con tagli da tutte le parti possibili. L'ha fatto dire a Gianni Letta, la cui ultima apparizione pubblica risale allo spot del teatro in tv probabilmente. Berlusconi, da 20 anni onnipresente nelle case degli italiani, dov'è adesso?
Comunque. Sono previste misure drastiche nella manovra Tremonti. Probabilmente potranno essere efficaci per oggi, è vero, ma senza pensare minimamente in prospettiva. Nessuno in questo momento nel mondo politico sta pensando a un progetto a lungo termine, ma a cercare di pareggiare i conti qui e ora.
E' dunque assolutamente criticabile e a mio parere quasi indifendibile la decisione di eliminare 232 enti culturali di rilievo, che già sopravvivono tra mille difficoltà, senza concentrarsi nè sulla lotta all'evasione, nè su quella alla corruzione, che sono al momento le vere piaghe della società italiana. Più facile così, forse? Non si sa. Sta di fatto che così facendo, tanto perchè prima non stava già succedendo, si genererà una regressione culturale pesantissima in Italia. Un governo che non scommette sulla cultura, sulla ricerca, che non considera neppure risorse ma "enti da tagliare", come può sperare di risollevare un paese che è a tanto così dal collasso?
Si dice spesso: "eh, ma non ci sono alternative", "eh, ma ste cose non generano soldi", "bisogna fare dei sacrifici". Io i sacrifici li sto vedendo solo sulla pelle degli italiani che già da tempo non vivono momenti esattamente floridi, soprattutto nel campo culturale.
Sacrifici che pare non farà la Chiesa, dato che l'ultima inchiesta di Report svela il torbido meccanismo di assegnazione e di ripartizione dell'8x1000 che prevede che anche la percentuale di chi non ha "messo la crocetta" - 60% degli italiani - venga distribuito proporzionalmente secondo la percentuale determinata dal restante 40%. Così facendo il Vaticano nel 2009 si è messo in tasca 1 miliardo e 9 milioni di euro, a cui ha contribuito anche chi non ha voluto specificare nessuna opzione. Il 90% dell'8x1000 va a loro, lasciando veramente le briciole anche agli altri, tra cui, bisogna ricordarlo, c'è anche lo Stato.
E se venissero dei dubbi, della serie che "ma dai fanno opere di bene", solo il 20% di questi soldi viene destinato per missioni umanitarie, tutto il resto per sostenere il clero e gli eventi ecclesiastici. E non lo dico io ma il card. Nicora, presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
Non si può pensare di modificare questa ingiusta ripartizione? Il ministro Tremonti non pensa che sarebbe un buon modo di risollevare l'economia italiana? Evidentemente no: pare che lui stesso abbia contribuito a creare questo meccanismo.
Più che la mancanza di alternative, sembra che manchi la reale volontà di sporcarsi le mani.
Comunque. Sono previste misure drastiche nella manovra Tremonti. Probabilmente potranno essere efficaci per oggi, è vero, ma senza pensare minimamente in prospettiva. Nessuno in questo momento nel mondo politico sta pensando a un progetto a lungo termine, ma a cercare di pareggiare i conti qui e ora.
E' dunque assolutamente criticabile e a mio parere quasi indifendibile la decisione di eliminare 232 enti culturali di rilievo, che già sopravvivono tra mille difficoltà, senza concentrarsi nè sulla lotta all'evasione, nè su quella alla corruzione, che sono al momento le vere piaghe della società italiana. Più facile così, forse? Non si sa. Sta di fatto che così facendo, tanto perchè prima non stava già succedendo, si genererà una regressione culturale pesantissima in Italia. Un governo che non scommette sulla cultura, sulla ricerca, che non considera neppure risorse ma "enti da tagliare", come può sperare di risollevare un paese che è a tanto così dal collasso?
Si dice spesso: "eh, ma non ci sono alternative", "eh, ma ste cose non generano soldi", "bisogna fare dei sacrifici". Io i sacrifici li sto vedendo solo sulla pelle degli italiani che già da tempo non vivono momenti esattamente floridi, soprattutto nel campo culturale.
Sacrifici che pare non farà la Chiesa, dato che l'ultima inchiesta di Report svela il torbido meccanismo di assegnazione e di ripartizione dell'8x1000 che prevede che anche la percentuale di chi non ha "messo la crocetta" - 60% degli italiani - venga distribuito proporzionalmente secondo la percentuale determinata dal restante 40%. Così facendo il Vaticano nel 2009 si è messo in tasca 1 miliardo e 9 milioni di euro, a cui ha contribuito anche chi non ha voluto specificare nessuna opzione. Il 90% dell'8x1000 va a loro, lasciando veramente le briciole anche agli altri, tra cui, bisogna ricordarlo, c'è anche lo Stato.
E se venissero dei dubbi, della serie che "ma dai fanno opere di bene", solo il 20% di questi soldi viene destinato per missioni umanitarie, tutto il resto per sostenere il clero e gli eventi ecclesiastici. E non lo dico io ma il card. Nicora, presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
Non si può pensare di modificare questa ingiusta ripartizione? Il ministro Tremonti non pensa che sarebbe un buon modo di risollevare l'economia italiana? Evidentemente no: pare che lui stesso abbia contribuito a creare questo meccanismo.
Più che la mancanza di alternative, sembra che manchi la reale volontà di sporcarsi le mani.
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lunedì 31 maggio 2010
perchè il presidente tedesco si è dimesso?
Oggi, il presidente della repubblica tedesco Koehler si è dimesso, perchè ha detto che in Afghanistan ci sono andati anche per interessi economici. E dove sta lo scandalo? Forse ha detto una cosa che nessuno sapeva prima? O che nessuno si sarebbe mai aspettato, o che non è mai avvenuta nella storia recente? Certo che l'ipocrisia dei media non ha limiti, da una parte tutti a fare i moralisti, poi appena qualcuno fa outing e dice le stesse cose viene esautorato.
Non giustifico certo l'intenzione, eh, sia chiaro. Ma non si arrivi a dire che si tratta di "affermazioni gravissime" o quant'altro, perchè non c'è nulla di nuovo sotto al sole. Tanto vale allora farlo ma non dirlo?
Non giustifico certo l'intenzione, eh, sia chiaro. Ma non si arrivi a dire che si tratta di "affermazioni gravissime" o quant'altro, perchè non c'è nulla di nuovo sotto al sole. Tanto vale allora farlo ma non dirlo?
israele attacca nave ong: 19 morti (update: erano 9)
aggiornamento (da qui): dichiarazioni a dir poco vergognose (mi autocensuro causa riflessioni più accurate) del sottosegretario agli esteri italiano Mantica sulla vicenda:
In estrema sintesi, anche perchè ne stanno parlando davvero tutti (qui la diretta degli eventi sul sito di Repubblica): una nave carica di aiuti umanitari sta per attraccare a Gaza nonostante il divieto delle autorità israeliane. Giustificandosi dicendo che la provocazione era sotto gli occhi di tutti, e che all'interno della nave erano presenti armi come coltelli e qualche fucile, l'esercito israeliano ha attaccato la suddetta nave facendo una strage di civili,19 9 in tutto, subito dopo essersi offerto di "scortare" la nave in località sicure.
L'intera comunità internazionale ha condannato duramente il gesto, in Italia perfino Frattini e Casini. Perchè quando si tratta di civili, e soprattutto si tratta di un attacco programmato, è impossibile non condannare.
Bisogna capire ora cosa ha spinto alla folle azione. Pare che Israele non ammetta l'errore e continui a cercare delle giustificazioni, ma senza incontrare l'approvazione di nessuno.
Il clima si sta facendo rovente più che mai, che al confronto le recenti tensioni con gli Stati Uniti paiono poca cosa. Israele ha già varcato la soglia del non-ritorno? Che tradotto significa: si sta rischiando la guerra di Israele contro tutti?
In attesa di risposte, ecco il video prima delle comunicazioni con la nave e poi dell'attacco:
Questa vicenda si può classificare come una voluta provocazione: aveva un fine preciso, politico. [...] Possiamo discutere sulla reazione israeliana ma pensare che tutto avvenisse senza una reazione di una qualche natura era una dilettantesca interpretazione di chi ha provocato questa vicenda.---
In estrema sintesi, anche perchè ne stanno parlando davvero tutti (qui la diretta degli eventi sul sito di Repubblica): una nave carica di aiuti umanitari sta per attraccare a Gaza nonostante il divieto delle autorità israeliane. Giustificandosi dicendo che la provocazione era sotto gli occhi di tutti, e che all'interno della nave erano presenti armi come coltelli e qualche fucile, l'esercito israeliano ha attaccato la suddetta nave facendo una strage di civili,
L'intera comunità internazionale ha condannato duramente il gesto, in Italia perfino Frattini e Casini. Perchè quando si tratta di civili, e soprattutto si tratta di un attacco programmato, è impossibile non condannare.
Bisogna capire ora cosa ha spinto alla folle azione. Pare che Israele non ammetta l'errore e continui a cercare delle giustificazioni, ma senza incontrare l'approvazione di nessuno.
Il clima si sta facendo rovente più che mai, che al confronto le recenti tensioni con gli Stati Uniti paiono poca cosa. Israele ha già varcato la soglia del non-ritorno? Che tradotto significa: si sta rischiando la guerra di Israele contro tutti?
In attesa di risposte, ecco il video prima delle comunicazioni con la nave e poi dell'attacco:
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venerdì 28 maggio 2010
strane sentenze
Pare che in RAI sia diventata la norma chiedere di poter lavorare tramite i tribunali. Dopo il caso Santoro, epurato dal diktat bulgaro berlusconiano del 2002, è la volta di Paolo Ruffini, ex-direttore di RAI3.
Ma non vi preoccupate, è già pronto il ricorso da parte della RAI contro questi personaggi brutti sporchi e faziosi.
Ma non vi preoccupate, è già pronto il ricorso da parte della RAI contro questi personaggi brutti sporchi e faziosi.
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martedì 27 aprile 2010
sull'origine della bistecca - cronache dal mattatoio
Segnalo un reportage fotografico veramente crudo, fresco vincitore del Sony World Photography Award (trovato qui).
Le immagini sono magistrali e davvero intense, su un luogo che difficilmente arriva al consumatore medio: il mattatoio.
L'obiettivo dell'autore, il nostrano Tommaso Ausili, come spiega su Clickblog.it, non è di critica verso i consumatori di carne, ma concerne una riflessione più ampia sull'animale come essere senziente nel processo di trasformazione in bistecca.
E una riflessione infatti è d'obbligo dopo aver visto queste immagini: presupposto che sarebbe quantomeno ingenuo negare la natura onnivora dell'uomo, c'è da chiedersi se sia davvero necessario infliggere all'animale una cosìpesante agonia, che va dalla nascita in allevamento, le cui tecniche intensive vanno a braccetto con l'innaturalità della crescita forzata, fino alla morte per la macellazione.
Le immagini sono magistrali e davvero intense, su un luogo che difficilmente arriva al consumatore medio: il mattatoio.
L'obiettivo dell'autore, il nostrano Tommaso Ausili, come spiega su Clickblog.it, non è di critica verso i consumatori di carne, ma concerne una riflessione più ampia sull'animale come essere senziente nel processo di trasformazione in bistecca.
E una riflessione infatti è d'obbligo dopo aver visto queste immagini: presupposto che sarebbe quantomeno ingenuo negare la natura onnivora dell'uomo, c'è da chiedersi se sia davvero necessario infliggere all'animale una cosìpesante agonia, che va dalla nascita in allevamento, le cui tecniche intensive vanno a braccetto con l'innaturalità della crescita forzata, fino alla morte per la macellazione.
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chi pensa che fini sia l'unica opposizione, evidentemente si è scordato una cosa
Una cosa molto semplice: Fini è da più di un decennio alleato di Berlusconi e co-fondatore del Pdl. Egli non fa opposizione, come ha già ribadito, e infatti non ci sarebbe stato nessuno scandalo se solo i toni fossero rimasti pacati. Peccato che con Silvio non esistono mediazioni, per cui lo spettacolino è parso inevitabile; tuttavia, Fini è sempre stato lì, dalle prime leggi ad personam fino ad oggi, conseziente e consapevole, autore egli stesso di una delle leggi più controverse degli ultimi anni in materia di droga e immigrazione (Bossi-Fini) e non è dunque il caso di parlare nè di scontri nè di rotture. Le critiche che sta facendo sono di ordine squisitamente politico, non morale, nè certamente di disapprovazione dell'operato del governo.
Fa un po' sorridere la montatura mediatica, perchè è dalle ultime elezioni che questi battibecchi vengono presentati come fenomeni eclatanti, sono semplici discussioni di partito, certamente influenzate dal ruolo istituzionale di Fini, ma che di fatto non cambieranno niente, come ha ribadito più volte lo stesso sia prima che dopo l'"attesissima" (uu) comparsata dall'Annunziata.
Nel mentre, è da sottolineare il solito elettroencefalogramma piatto della sinistra che cerca di fare di tutto per evitare che si parli di elezioni, perchè sanno che un'altra batosta porterebbe alla capitolazione definitiva, e non serve ricordare quali sono i piani per il futuro se dovesse succedere.
Fa un po' sorridere la montatura mediatica, perchè è dalle ultime elezioni che questi battibecchi vengono presentati come fenomeni eclatanti, sono semplici discussioni di partito, certamente influenzate dal ruolo istituzionale di Fini, ma che di fatto non cambieranno niente, come ha ribadito più volte lo stesso sia prima che dopo l'"attesissima" (uu) comparsata dall'Annunziata.
Nel mentre, è da sottolineare il solito elettroencefalogramma piatto della sinistra che cerca di fare di tutto per evitare che si parli di elezioni, perchè sanno che un'altra batosta porterebbe alla capitolazione definitiva, e non serve ricordare quali sono i piani per il futuro se dovesse succedere.
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saviano deve rimanere, ordine del governo
Fa discutere la notizia dell'ultimo momento che lo scrittore Roberto Saviano sia stato 'trattenuto' per volontà del governo riguardo al suo intervento in Francia. Fa discutere perchè recentemente ci sono state le dichiarazioni di Berlusconi che bollava Gomorra (e la fiction televisiva "Il capo dei capi" sulla vita di Totò Riina) come una sorta di spot per la mafia, che in fondo è solo la sesta al mondo, e la replica dello scrittore che (finalmente, aggiungo) si è posto la questione di rimanere o meno sotto la Mondadori, capeggiata dalla figlia del Cavaliere Marina.
La questione è complessa e molto discutibile: da una parte il governo si continua a vantare del suo lavoro contro la mafia - salvo poi constatarlo dalla sopracitata fiction, parola di Alfano - dall'altra è innegabile un comportamento perlomeno ambiguo.
Certo, vuoi che il braccio destro sia stato condannato a 9 anni per mafia, e che quest'ultimo abbia dichiarato di essere entrato in politica solo per difendersi dalla giustizia, vuoi che in Sicilia ci sia una situazione di far west al governo della Regione tra due anime del Pdl (che in sintesi sono quella legata alla mafia e quella 'pulita'), vuoi che invece quando bisogna fare bella figura si usino due pesi e due misure (Di Girolamo scaricato e Cosentino salvato), però si ha sempre la sensazione che a seconda delle occasioni si scelga una posizione istituzionale differente unicamente per proteggersi, o per fare 'bella figura', piuttosto che credere pienamente e a qualunque costo nella lotta alla mafia, cosa che dovrebbe essere il baluardo di qualsiasi politico. Certo, la storia ci ha sempre insegnato il contrario, ma il senso della politica non può e non deve essere solo la realpolitik fatta di interessi e di giocoforza, di tattiche e controtattiche. Il male della politica di oggi è che manca, o perlomeno è minoritario, un credo morale, o più concretamente un limite oltre il quale ci si deve fermare.
Bisogna che ci sia chiarezza. E una linea ferma da seguire; un governo che da una parte difende un politico (condannato) che definisce un eroe un pluricondannato per mafia, e dall'altro non si è mai espresso chiaramente nè su Saviano nè ha mai dichiarato se non tramite avvocati l'inesistenza di contatti mafiosi con certi politici, non potrà mai essere al riparo da sospetti e insinuazioni di ogni tipo, sospetti che infatti restano più che legittimi.
La questione è complessa e molto discutibile: da una parte il governo si continua a vantare del suo lavoro contro la mafia - salvo poi constatarlo dalla sopracitata fiction, parola di Alfano - dall'altra è innegabile un comportamento perlomeno ambiguo.
Certo, vuoi che il braccio destro sia stato condannato a 9 anni per mafia, e che quest'ultimo abbia dichiarato di essere entrato in politica solo per difendersi dalla giustizia, vuoi che in Sicilia ci sia una situazione di far west al governo della Regione tra due anime del Pdl (che in sintesi sono quella legata alla mafia e quella 'pulita'), vuoi che invece quando bisogna fare bella figura si usino due pesi e due misure (Di Girolamo scaricato e Cosentino salvato), però si ha sempre la sensazione che a seconda delle occasioni si scelga una posizione istituzionale differente unicamente per proteggersi, o per fare 'bella figura', piuttosto che credere pienamente e a qualunque costo nella lotta alla mafia, cosa che dovrebbe essere il baluardo di qualsiasi politico. Certo, la storia ci ha sempre insegnato il contrario, ma il senso della politica non può e non deve essere solo la realpolitik fatta di interessi e di giocoforza, di tattiche e controtattiche. Il male della politica di oggi è che manca, o perlomeno è minoritario, un credo morale, o più concretamente un limite oltre il quale ci si deve fermare.
Bisogna che ci sia chiarezza. E una linea ferma da seguire; un governo che da una parte difende un politico (condannato) che definisce un eroe un pluricondannato per mafia, e dall'altro non si è mai espresso chiaramente nè su Saviano nè ha mai dichiarato se non tramite avvocati l'inesistenza di contatti mafiosi con certi politici, non potrà mai essere al riparo da sospetti e insinuazioni di ogni tipo, sospetti che infatti restano più che legittimi.
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